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martedì 10 marzo 2015

COLLEZIONI DA EVITARE. CALZEDONIA PRIMAVERA - ESTATE 2015.

Gentili Lettori,
quest'anno la Primavera è iniziata un pò in anticipo, almeno dove abito io e questo significa, comprare calze nuove da sfoggiare con i miei outfit.
Sapete bene che adoro questo tipo di dettaglio, molto femminile e seducente.

A riguardo però, ho brutte notizie e scrivo appunto questo post, per sconsigliare, chi non lo avesse ancora fatto, di acquistare la COLLEZIONE PRIMAVERA - ESTATE 2015 DI CALZEDONIA, per la categoria COLLANT.

Tutta contenta, ho guardato il catalogo online e ho notato grandi differenze riguardo gli articoli proposti. Nulla a che vedere con quelle precedenti, molto meno colorate, ma più particolari.

Inizio come sempre ad acquistare i primi collant, ma fin da subito mi accorgo che qualcosa non va!


Foto dal catalogo, Primavera - Estate 2015, CALZEDONIA

Nella foto potete notare un paio di collant, che ho anche acquistato doppi, proposti addirittura per il catalogo, già rovinati e fatti indossati alla modella.

Rispetto l'anno scorso, la ditta ha proposto calze di 20 denari; il che significa indossare carta velina. Tessuto molto meno resistente e più facile quindi da smagliare o rompere!!! Questo perchè hanno prodotto molti pezzi in retina, così delicata, che basta nulla per rovinarla.

Così è stato.

Il giorno successivo ritorno in negozio per farle cambiare, ma non è che sia finita qui!

Ritorno a casa e... punto a capo! Collant sempre rovinati!
La commessa mi segnala che il problema è della macchina che produce le calze e di riportarle indietro per cambiarle un'altra volta.

Oltre a infiniti giri avanti e indietro non vi dico la benzina per cambiare solo dei collant!

Ho spiegato alla commessa che non mi è mai capitato in oltre dieci anni di shopping di ritrovarmi a fare queste cose!
Insieme abbiamo visto e aperto i collant, di cui ben due paia erano rovinati come le ha aperte lei, alla fine sembrava tutto ok e ne ho trovato un paio che pensavo fossero decenti.

Di nuovo ritorno a casa, li riprovo... ma... ECCO LA PRESA IN GIRO: se le calze si vedono "sfuse", quindi tolte dalla confezione e passando semplicemente una mano sotto, non si notano tutte le righe di smagliature e alle volte anche piccoli buchi che lascia la macchina! Quindi... ritorna in negozio a farle cambiare di nuovo!

Questo miei cari non solo per un paio, o per una tipologia, ma per quasi tutti i tipi che vendono ad esclusione dei microfibra pesanti! Quelli ovviamente più difficili da rovinare!

Anche se...
Ho acquistato queste:


Foto dal catalogo, Primavera - Estate 2015, CALZEDONIA

Il primo paio, nonostante fosse in microfibra, come l'ho indossato con i tacchi, si è rovinato. Si sono formati due buchini ad altezza alluce e non per le unghie! Queste tipologie si devono così tirare che non lasciano un minimo di tessuto al piede per potersi muovere. Dicono le commesse che si allargano usandole, ma non è proprio così.
Il secondo, beh, state attenti alla stampa che vi propongono! Io non li ho aperti e ho avuto un mappamondo non proprio bello da vedere. Completamente diverso dal catalogo.

Ho provato anche a cambiare negozio, girando per tutta la mia città, ma, o davano collant rotti oppure rovinati. Non se ne è salvato uno!

ATTENZIONE! Hanno proposto per questa collezione Primavera - Estate 2015, un paio di collant a pois in grigio cenere già presentato, nello stesso identico colore e fantasia, nella Primavera - Estate 2014. E sapete cosa ho notato? Il tessuto è completamente diverso! Quello del 2015 molto più delicato e leggero del 2014! Facile in questo modo far sì che le calze si rompano e dover ricorrere all'acquisto di un altro paio!

A riguardo ho specificatamente chiesto di segnalare questa cosa ai responsabili dicendo testualmente: "Invece di pagare Julia Roberts un sacco di soldi per una pubblicità dove fa vedere le gambe, siete pregati di fare articoli di qualità o avete perso una vostra cliente che in dieci anni non si è mai lamentata dei vostri articoli. Se questo sarà lo spirito per le collezioni successive, darò i miei soldi ad altre case di moda!".

Signori, non è possibile pagare dieci euro di calze e trovarsi con collant sfilacciati! Piuttosto le mettessero a quattro euro e chi si accontenta, si accontenta!

Ma sentite cosa mi hanno detto oggi! STATE ATTENTI!

Vado in un altro negozio CALZEDONIA, specifico cosa mi è capitato e la commessa, non solo scocciata mi dice: "Quelle che lei vede come smagliature è in realtà il filo non tirato correttamente della calza. Può darsi che la colpa dipenda dalle sue unghie o dalle sue cuticole che tirano il filo, dovrebbe tirarlo al fine di non avere questo problema.", ma, all'acquisto, extra, di un altro paio di collant, la commessa NON METTE IL VECCHIO SCONTRINO DEL RESO NELLA NUOVA BUSTA D'ACQUISTO!!!. Me ne sono accorta solo a casa, purtroppo. In questo modo, se non siete clienti abituali e vi ritrovate a provare nella vostra stanza l'articolo, che nonostante i controlli in negozio è fallato, non ve le cambierà nessuno, perchè non avete lo scontrino!

INUTILE COMMENTARE LA PRIMA CITAZIONE. Le ho risposto a dovere, non è possibile che una persona (nel mio caso le mie mani sono perfette, cosa che ha anche visto questa "commessa") acquista dei collant e deve stare attento alle sue cuticole!
Specifico che ho anche detto "sono collant per donne reali non per le bambole!".

Le calze che ho cambiato oggi, dovrò andarle a cambiare domani!

ATTENTI AI VOSTRI ACQUISTI.
QUESTA COLLEZIONE, FOSSI IN VOI, LA EVITEREI.

Uno di voi si potrà chiedere, come mai acquisti ancora da loro? E beh, la risposta è facile. Purtroppo per questa Primavera - Estate, Goldenpoint ed altre marche hanno proposto pochi collant e quindi mi ritrovo priva di novità! Facendo poi tango argentino... necessito di novità!

E tu, hai avuto la stessa situazione? LASCIA UN COMMENTO.

Vi ricordo che potete sempre cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Fashion Photographer: Angelus Dei

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lunedì 1 settembre 2014

(I MIEI) MUST HAVE. NEL MIO ARMADIO NON PUO' MANCARE: IL TACCO Vol.1.

Amici Lettori,
amanti delle calzature e non, avrei dovuto postare questo articolo ieri, ma il mio lavoro alla radio mi ha bloccato! Scriverò diversi articoli su un must have, che nel mio armadio si troverà sempre: IL TACCO.


Immagine disegnata per simboleggiare il Tacco.

Vi spiegherò la differenza tra le varie tipologie, analizzandole una ad una e mostrandovi la mia collezione, che ad ora è composta da "sole" 80 paia di scarpe.
Su diverse cose non bado a spese, le borse e soprattutto le calzature sono una di quelle! 
Non comprate scarpe, seppur a bassissimo prezzo, dai cinesi.

Comprare è un piacere, noi donne lo sappiamo fin troppo bene. Acquistiamo non solo quello di cui abbiamo bisogno, ma soprattutto quello che ci piace. A chi di noi non fa piacere se riusciamo anche a risparmiare?! Ma chi di noi, prima di comprare controlla la provenienza dei prodotti che sta per pagare?


Vi allego giusto l'incipit di alcuni articoli per farvi aprire gli occhi:


1. Un bel paio di calzature cancerogene ai piedi. Così i cinesi fanno le scarpe, in un colpo solo, alle nostre aziende e alla nostra salute. E noi paghiamo.

Il caso delle scarpe al cromo (...) (Scarpe cancerogene in Lombardia)
2. Ventimila scarpe provenienti dalla Cina, contaminate da Dmf (dimetilfumarato) e pericolose per la salute dei consumatori, sono state sequestrate dal nucleo operativo pronto impiego del I gruppo Genova della Guardia di Finanza. (...) (Scarpe provenienti dalla Cina tossiche!)

Vi allego anche un articolo che dovreste leggere, sull'abbigliamento e su quali prodotti evitare:
Sull'abbigliamento...
„1. Cromo esavalente, formaldeide, coloranti cancerogeni e altre sostanze come le ammine aromatiche altamente nocive per la salute vengono venduti nella capitale. Arrivano dalla Cina e derivano dai tessuti trasformati in abiti, scarpe e anche abiti per neonati. (...) (Abiti cinesi tossici contengono cromo esavalente e altri componenti tossici)

Una guida pratica per evitare di acquistare merce nociva... direttamente dalla GUIDA PER IL CONSUMATORE:


Voi potreste dire, "E BEH? TUTTO ORMAI E' MADE IN CHINA! PERCHÈ NON DOVREI ACQUISTARE ANCHE IO MERCE MADE IN CHINA?"

Devo specificare molte cose.
Intanto made in China significa che la manifattura, la mano d'opera, ossia l'azienda e quindi l'operaio si trova in Cina, ma il tessuto o la pelle o qualsiasi altra cosa, sono made in Italy se si tratta di un brand italiano e quindi vengono SEMPRE eseguiti controlli per la qualità.
Deve avere tutto un bollino cee o essere approvato dall'azienda di importazione che esegue, mi ripeto, controlli per constatare le condizioni della merce. Quindi il MADE IN... è solo una informazione doganale.

Ma quando MADE e PROVENIENZA coincidono, allora sì che bisogna stare non attenti di più!
COME SCRIVO SEMPRE, non risparmiate MAI sulla salute!

Spero di non avervi spaventato, adesso riprendiamo il discorso principale e più piacevole: IL TACCO!

Le donne che lo portano? Credetemi poche, quasi tutte "obbligate" dai loro uomini, o da una società che richiede un certo tipo di abbigliamento. 
Le donne che sanno camminarci? Pochissime! Indossare i tacchi non è solo una questione estetica, ma soprattutto di equilibrio ed eleganza!

Lettori, credetemi, se non vi sentite a vostro agio con un paio di tacchi, o usate delle zeppe o non siete obbligati a portarli! Come scritto nella mia presentazione e nel mio blog l'importante è essere se stessi! Anche perchè sarà anche divertente il detto "chi bella vuole apparire un pò deve soffrire", ma se soffrire significa avere vesciche e dolori fastidiosi per tutta la sera, invece di sentirvi fashion, vi sentirete tigri pronte a prendersela con il primo poveretto che capita a tiro!

La storia ci racconta di calzature con il tacco alto o di zeppe durante il periodo egizio o indossate dai cavalieri della Mongolia, ma certamente non a scopo estetico. Per iniziare a usare le scarpe con il tacco per migliorare il proprio aspetto si dovrà aspettare il Re Luigi XIV.

Ma la domanda principale è: QUAL E' LA DIFFERENZA TRA LE SCARPE?
Esistono tante, troppe tipologie, elencarle tutte è difficile, perché ogni tipo è caratterizzato da tante diversità. 
A causa di queste diversità spesso la scarpa tende ad assomigliare sempre più ad un'altro modello. 
Per non parlare della varietà di pellami che caratterizzato la calzatura, dal capretto, al camoscio oppure vernice, velluto, canneté, raso, fibre tessili ecc...  O la differenza di punta o di tacco, troviamo scarpe con la punta a V, o arrotondata, o squadrata, tacco a spillo o tacco basso ecc... O la differenza dei colori... 
Io cercherò di descrivere quelle più comuni in modo da chiarirvi le idee!

Questa estate 2014 il must have è LA SCARPA A PUNTA CON IL TACCO A SPILLO!
Della categoria SCARPE CON IL TACCO, vengono comunemente chiamate Décolleté, le scarpe col tacco per eccellenza. 
Proposta in moltissimi modelli, si presenta slanciata e sinuosa, quasi a formare una "S", ha un tacco dagli 8 centimetri in sù, più o meno fine e punte variabili, dalla tonda a quella a punta. 
Scegliendo questo modello andrete sempre sul sicuro. La Décolleté può essere indossata SEMPRE in ogni occasione basta scegliere il modello ed il colore appropriato!

In Italia, il tipo di Décolleté più famoso è lo "STILETTO". 
Lo stiletto è contraddistinto da un tacco altissimo e sottilissimo, per far sì che la gamba si allunghi il più possibile, per dare l'impressione di maggiore altezza. 
Il capostipite fu, negli anni 50, Salvatore Ferragamo che disegnò a Firenze i primi tacchi a spillo realizzati in legno, ma rinforzati in metallo. 
Nel 1954 Roger Vivier creò lo stiletto, celebrando l’essenza della femminilità e della seduzione. 

La decolleté in senso stretto, deve essere assolutamente priva di lacci, di cinturini alla caviglia o sul dorso del piede. 

Proposte per quest'anno soprattutto in VERNICE e in tutti i colori, anche se il nero rimane sempre il top, si conferma il modello più femminile di tutti! Saranno anche le più scomode, non tutte riescono a indossarle da mattina a sera, visto che il tacco impone che il peso si sposti di più sulle punte, ma, ahimè, nessun modello slancia le gambe e regala una camminata da femme fatale come queste scarpe!

Décolletées a punta in vernice color bordeaux, 49,95€, Fall Winter 2013, MOTIVI


Décolletées a punta in vernice color nero, 49,95€, Fall Winter 2013, MOTIVI

Vi sembrano troppo particolari? Dato che questo modello è degli anni '50 potete indossarlo con tranquillità quasi con tutto, sotto i jeans, magari skinny per un'aria più grintosa, con un abito a tubino o una gonna a ruota, per un look da diva, con un paio di leggins... usatele con le calze o i calzini!
Non le consiglio con le mini gonne, per non avere un aspetto, un pò troppo allegro, capitemi!

Possiamo trovare lo stesso modello con una punta meno pronunciata, da non confondersi con le mary jane ovviamente! Io non sono amante del tacco esagerato, per me tacco significa 8cm - 10cm per il giorno, massimo 11.5cm - 12cm con un plateau di 1cm massimo 1.5 cm, la sera! NON DI PIU'!

Décolletées a punta in gomma color verde menta, 49.90€, Spring Summer 2013, YAMAMAY

Décolletées a punta in tessuto laminato e fiocco,130€, Fall Winter 2013, MENBUR

Il resto nel mio prossimo articolo IL TACCO Vol.2!

E VOI, che tacco preferite? LASCIATE UN COMMENTO.

Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose dove va, cosa fa, dov'è stata.
(cit. Forrest Gump)

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domenica 31 agosto 2014

(I MIEI) MUST HAVE. NEL MIO ARMADIO NON PUO' MANCARE: LA CALZA! Vol.2

Ciao Lettori,
nel mio precedente post intitolato "(I MIEI) MUST HAVE. NEL MIO ARMADIO NON PUO' MANCARE: LA CALZA! Vol.1" descrivevo il collant, le parigine e le loro differenze. 
In questo post, che è la continuazione, scriverò invece di un altra tipologia di calze: AUTOREGGENTI e REGGENTI ed i modi per sostenerle.

Inutile divagarmi ancora, sul mondo della seduzione della calza e della sua storia.
Tratterò subito dell'argomento autoreggente e di come questa calza abbia ormai il simbolo di seduzione moderna nel mondo femminile. Nessun uomo potrà ignorare la vostra femminilità, qualora, sotto una gonna sia lunga o corta, oserete sfoggiare un paio di autoreggenti!

Intanto, COSA SONO?
Le autoreggenti, in inglese hold-up stocking, sono calze di nylon lunghe fino alla coscia che terminano con una fascia, siliconata o elasticizzata, chiamata balza, che permette alla calza di restare su da sola senza l'aiuto di un reggicalze o di una giarrettiera. La balza può essere liscia o decorata, dipende se si preferisce osare o rimanere sul classico.
Si parla di autoreggenti solo a partire dal 1987, quando questo tipo di calze venne rilanciato dalle principali case produttrici per proporre qualcosa di diverso della classica reggente, scomoda per alcune da portare sotto le gonne strette a causa del reggicalze.

Collezione Spring - Summer 2012, CALZEDONIA

Io le amo, le uso in continuazione, sono pratiche poichè grazie al silicone, la calza non scivola e sono belle da vedere. Spesso e volentieri le porto più basse del normale; in genere le autoreggenti dovrebbero portarsi fino ad altezza gamba superiore, 15cm sotto l'anca per chi ha un femore lungo, ma con le gonne medie (non minigonne per evitare un look sgradevole), o un vestito corto, le porto tranquillamente quasi come se fossero parigine, un pò più alte. 
Quando la balza è ricamata, le indosso una gonna a ruota, ad esempio, mi piace portarle a metà della gamba, per far notare la particolarità dell'autoreggente. 
Questo consiglio però non è valido per chi ha delle gambe formose, poichè qualora vogliate sedervi, avrebbe un risultato non piacevole, o nel momento in cui scegliete una calza non ricamata ma classica, magari balza e calza di un unico colore.
Consiglio importantissimo, per evitare quel brutto effetto coscia fuori dalla balza, che capita spesso e volentieri, comprate le autoreggenti di una taglia in più! Così nel momento dell'unione tra la fascia e la gamba non si vedrà nulla. Attenzione, questo dipende dalla tipologia di gamba, nel mio caso, comprandola in una misura più grande, sistemando per bene la calza, non si nota nè la misura in più nè l'effetto di cui vi parlavo.

Collezione Spring - Summer 2013, CALZEDONIA
 
Spesso e volentieri succede però che l'autoreggente diventi poco reggente, Cosa si deve fare per evitare che scendano?

Se indossate correttamente le autoreggenti non cadono, grazie appunto alla balza in silicone. È importante scegliere la taglia giusta e non applicare creme o borotalco prima di indossarle, inoltre per una maggiore tenuta della balza si deve mantenere sempre pulito il silicone così da rinvigorirne le caratteristiche di aderenza. 

Nel mio armadio le posso trovare per ogni stagione, primavera/estate ed autunno/inverno, giusto pochi esempi:

Sopra - Collezione SISI, Sotto - Collezione PHILIPPE MATIGNON


Collezione Spring - Summer 2012/2013, CALZEDONIA

Oltre alle autoreggenti però esistono anche le CALZE DA REGGICALZE o REGGENTI senza balza siliconata e quindi necessitano di essere agganciate alle bretelline del reggicalze o alla giarrettiera per non cadere. 
Sono più visibili sotto gli abiti rispetto alle autoreggenti, poichè sarebbe la lunghezza di una calza ad altezza metà gamba, tirata dalle bratelline, il che rende questo abbinamento, calza e reggente, indiscutibilmente un simbolo di femminilità e sensualità. 
NON LO CONSIGLIO da portare come l'autoreggente, ossia a metà gamba, poichè mancante di balza, sarebbe un uso troppo volgare, piuttosto le reggenti con il reggicalze o la giarrettiera, devono essere sempre indossati sotto una gonna lunga o una longuette, che arriva al ginocchio, o un vestito sempre lungo o a ginocchio.

Esistono, per questa tipologia, diversi sostegni, tra cui:

IL REGGICALZE - Una cintura a fascia che ricopre la vita e si appoggia ai fianchi, corredata da quattro nastri elastici o più, con gancetti a cui si fissano le calze.

LA GIARRETTIERA - Un elastico circolare, coperto da un ricamo che viene fatto scivolare su fino al bordo superiore della calza, per bloccarlo stringendo sulla gamba.

LA GUEPIERE - Un bustino femminile allungato con reggicalze e chiuso sulla schiena con una serie di ganci o lacci che assottiglia la vita. Il nome deriva dal francese guépe (vespa), dal latino vespa, per il paragone a "vitino da vespa".

LO SLIP CON I GANCETTI - Comodo e veloce, le case produttrici di intimo hanno anche creato gli slip da abbinare al bustino o al reggiseno forniti di gancetti per reggenti.

E voi, cosa preferite? LASCIA UN COMMENTO!

Seducete con classe

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(I MIEI) MUST HAVE. NEL MIO ARMADIO NON PUO' MANCARE: LA CALZA! Vol.1

Salve Lettori,
oggi scriverò di un MIO must have, qualcosa che nel MIO armadio non può assolutamente mancare, ossia LA CALZA (e la sua categoria)!
Ebbene sì, sono un amante di collant, parigine, autoreggenti, reggenti con giarrettiera e tanto altro...
Questo capo, non lo definisco accessorio per l'uso smodato che ne faccio, è il MUST dei MUST per una DONNA che vuole sentirsi femminile & sexy senza apparire volgare!

Intanto, forse qualcuna di voi si starà chiedendo: "MA CHE DIFFERENZA C'È TRA LE CALZE, come PARIGINE ECC...?" 
Vi spiegherò in questo post e negli altri a seguire, visto l'ampiezza dell’argomento, non solo in cosa si differenziano, ma anche come sceglierle e in che modo indossarle! Non è un detail esclusivo delle persone anziane (tra l'altro mia nonna non usa nemmeno i collant), ma una vera e propria ripresa dell'abbigliamento seduttivo che contraddistingue LA DONNA.

Ricordate forse Sofia Loren con Marcello Mastroianni nel film di Vittorio de Sica "Ieri, Oggi e Domani"?

Scena del film "Ieri, Oggi e Domani" 1963

Ad oggi, dal 1963, la scena in cui lei sfila le reggenti a velo è un cult di seduttività e femminilità... per non parlare del film "Il laureato", di Mike Nichols, che nella sua locandina ha un primo piano delle gambe di Anne Bancroft che si infila il collant davanti a Dustin Hoffman. Oppure con Renée Zellweger che interpretando Bridget Jones ha insegnato che i collant possono essere degli ottimi rimodellanti della silhouette!

IL COLLANT è un capo d'abbigliamento unisex, che copre la regione del corpo compresa tra il basso addome e la punta dei piedi.
Venne creato nel 1959, da Allen Gant della Glen Raven Mills, una fabbrica di tessuti del Nord Carolina che iniziò subito la produzione di massa.
Vent' anni prima, Wallance H. Carothers aveva inventato il nylon, che passava alla storia come un tessuto ''resistente come l'acciaio e delicato come una ragnatela''. Sarà proprio il nylon prima e la lycra poi a fare la fortuna dei collant.
In tutti i cinegiornali di guerra, analizzando la storia di questo detail, si vedevano le donne, sia quelle dell’Asse che degli Alleati, che rinunciavano alle loro calze per aiutare l’economia bellica! 
Se andiamo indietro nel tempo, tornando al rapporto tra cinema e calze è più vecchio. Risale infatti al 1927 nel film muto americano "Rolled Stockings" di Richard Rosson, con Louise Brooks  Arriviamo poi in Italia nel 1949 con "Riso Amaro", di Giuseppe De Santis, con Vittorio Gassman e Silvana Mangano nel ruolo della mondina dalle lunghe calze nere. "Silk Stockings", film statunitense del 1957, diretto da Rouben Mamoulian, con Cyd Charisse Janis Paige e Fred Astaire.

È una buona notizia per noi, sapere che l'Italia è il primo produttore mondiale di collant: 250 aziende che da sole rappresentano il 70% delle calze vendute in Europa, con un fatturato annuo di un miliardo e mezzo di euro.

Quindi, ignorare l'esistenza di un capo che ha fatto storia, non si può!
La cosa bella del collant è che può essere indossato da ogni tipo di donna, sia alta o bassa, in carne o meno! Soprattutto ora che il collant è fabbricato in diversi modi, da quello contenitivo a quello contro le vene varicose ecc… Ed a ogni stagione! Visto che le case di moda propongono una collezione Autunno - Inverno e Primavera - Estate. 
Portateli colorati sotto i vestiti o le gonne, calde e coprenti sotto i pantaloni di inverno, insomma usatele sempre! 
Consiglio: abbinate quelle a fantasia con cautela e sinceramente, per quanto se ne parli, l’effetto del collant sotto gli short, sia quando fa caldo che quando fa freddo, la trovo pessima come scelta.

Piccola descrizione nella scelta dei collant classici:

1. COSA SONO I DENARI? È l'unità di misura usata per descrivere lo "spessore" (o la trasparenza) della calza: più basso è il numero di denari e più trasparente è l'indumento. Il numero di denari corrisponde al peso in grammi di 9000 metri di filo usato per la fabbricazione delle calze (ad esempio 9000 metri di filo usato per tessere una calza 20 denari pesano 20 grammi). Le calze tessute con un alto numero di denari tendono ad essere meno trasparenti ma hanno una maggiore durata.

2. COS'E' LA CALZA VELATA? Si chiama in inglese sheer e rappresenta la calza che in generale ha una fibra sottile che va dai 15 ai 20 denari.

3. COS'E' LA CALZA A RETE? È prodotta in tessuto a fili spessi con una trama dei fili aperta, che ricorderebbe una rete da pesca, spesso indossata in estate. È LA CALZA per eccellenza nel mondo della seduttività femminile.

Nel mio armadio, per la collezione SPRING - SUMMER 2014, posso trovare:
le proposte di GOLDENPOINT... SiSi - Collant Charming (6.99€) variante nero, calza velata nera con motivo geometrico, stampa parigina. Oppure SiSi - Collant Crochet variante bianco, calza a rete con motivo all'uncinetto. Preciso che quest'anno il CROCHET è un MUST.

Collant Charming (6.99€), Collant Crochet, SISI

Oppure CALZEDONIA... di cui ho tutta la collezione, anche doppia, per lo Spring - Summer, mi ha davvero colpita... alcuni esempi:

Collant velato, riga dietro con fiocco (9.95€), CALZEDONIA

Collant stampa Safari (9.95€), CALZEDONIA


Piuttosto, analizziamo le differenze e gli usi... così, se un domani vorrete approfondire entrando in un negozio di calze, il mio post, magari, vi convincerà, in modo subliminale, a comprarvi un paio di collant, per la gioia vostra e del vostro compagno, che gradirà sicuramente la scelta!

Il termine collant e la sua storia l'ho già approfondito, vediamo di discutere del resto ossia: LE PARIGINE.

Cosa sono?
Sono sempre calze, che arrivano a ricoprire non oltre il ginocchio. Venivano utilizzate negli anni '90 da tutti quelli che avevano adottato lo stile grunge o Seattle sound (una tipologia musicale). Recentemente sono tornate di moda e sono diversi i brand che le hanno riproposte nelle loro collezioni, arricchendole con tessuti, fantasie e decori come nastri, cristalli e borchie. Negli ultimi tempi (anche se io li uso da sempre), sono appunto diventate un dettaglio glamour per l'inverno, ma utilizzabili anche nelle versioni primaverili durante il cambio stagione!


Come si usano e come abbinarle?
Questo particolare tipo di accessorio va indossato rigorosamente quando si hanno gambe scoperte. È assolutamente sconsigliato abbinare sotto o sopra un jeans o leggings al polpaccio, decisamente out e orribile da vedere! In inverno le potete portare anche sopra un paio di collant nere effetto velato, io  personalmente, non amo molto questa scelta, piuttosto potrete trovare calze già fornite dell'effetto parigina, come la mia proposta di SiSi.
Le parigine sono calze dello stile collegiale, anche se in realtà nei college si indossano dei calzettoni molto alti che si chiamano knee high socks, dal tessuto anche più pesante, abbinate a una gonna lunga leggermente sopra ginocchio.

Parigina, dettaglio fiocco, CALZEDONIA (S-S 2012)

Questo tipo di calze va indossato sotto una minigonna, ad una gonna con 6 cm sopra il ginocchio o a shorts. La lunghezza dei capi di abbigliamento con i quali volete coordinate le parigine deve essere corta (senza esagerare!), inoltre si abbinano perfettamente agli abiti corti da giorno, come spesso e volentieri faccio io, questo vale sia in primavera, che in autunno. Visto che la moda Spring - Summer 2014 ha riproposto l’uso della gonna a ruota sopra ginocchio, anni ’50, sarete impeccabili con questo abbinamento!
Per la sera, nel periodo invernale, preferite dei collant alle parigine, poiché potreste avere molto freddo.
Non abbinate sandali aperti nè alle parigine, nè ai collant, perché il risultato è davvero pessimo da vedere, a mio gusto personale! Quindi vanno bene con le pumps mary jane, siano alte o basse, se volete riprendere lo stile college, con delle ballerine o al massimo vi concedo delle decolté open toe, solo a primavera!
In inverno potete abbinarle con i cuissardes, soprattutto se la calza ha dei particolari di fiocchi o strass nel retro e delle francesine per un effetto bon ton. 

Parigina, motivo geometrico, CALZEDONIA (S-S 2011)

Purtroppo le parigine stanno bene a chi ha gambe sottili. La loro lunghezza è un dramma per molte donne proprio per questo motivo! Dato che si ferma poco sotto la metà della coscia, mette facilmente in evidenza i difetti soprattutto del “grasso” delle ginocchia.
Non bisogna avere delle gambe super magre, personalmente, vedendo i risultati, sembrerete dei calciatori che si preparano per una partita, per non parlare del fatto che avreste le ossa che spuntano fuori. Una donna che non abbia delle cosce eccessivamente grosse e che sia tonica (non è bello l’effetto cascante della pelle) può usare tranquillamente le parigine! 
Un consiglio, prendete sempre questo modello di calze di una taglia in più, così da non avere un senso di costrizione sul ginocchio e permettere di non avere segni o mettere in evidenza difetti in quella zona!

Il resto nel prossimo post intitolato LA CALZA Vol. 2

E voi, usate le calze? LASCIATE UN COMMENTO!

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