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venerdì 23 ottobre 2015

MUST HAVE AUTUNNO - INVERNO 2015. NEL MIO ARMADIO NON PUO' MANCARE: IL CAPPOTTO.

Amici Lettori,
per chi come me è appassionato di letteratura russa il titolo dell' articolo di oggi dovrebbe farvi venire in mente Gogol... Ebbene, il mio post sarà dedicato ad un must have di questo autunno - inverno (è un capo che non può assolutamente mancare nel mio armadio): IL CAPPOTTO.

Giornale di moda anni 1950

Quest'anno la moda è tutta incentrata su un revival anni '70. 
Chi ha vissuto in quel periodo dovrebbe ricordarsi che soprabiti si usavano...
Ma andiamo per ordine!
Come ben sapete, oltre a pubblicare i miei outfit, scelgo sempre la via "più complicata", ossia capire cosa andrò ad indossare e perchè proprio quel particolare capo di abbigliamento!

Che cos'è il cappotto?
Il CAPPOTTO, il cui nome deriva da “cappa“, o noto anche con il termine francese di "paletot", è un pesante soprabito invernale con il quale ci ripariamo dal freddo.
Generalmente confezionato con tessuto di lana, può essere anche sostituito da pelliccia o da pelle. 

Da dove ha origine?

I modelli di cappotto che rappresentano lo standard di riferimento attuale per il guardaroba classico, sono nati nel corso del XIX secolo.

Inizialmente c'era il PALETOT, o paltò, capospalla ispirato ai giacconi dei marinai, comparso alla metà dell’Ottocento, rappresentava la vera novità del periodo romantico borghese. Criticato dai giornali di moda perché rozzo e sgraziato, all'inizio era indossato dai più giovani negli ambienti borghesi con intento trasgressivo. Si presentava come un comodo giaccone di linea diritta, paletot a sacco, realizzato in lana pesante, foderato, lungo trequarti. 

A sinistra un esempio di PALETOT

In seguito il paletot assunse una linea più aggraziata leggermente modellata in vita, simile alla redingote: 
Il RIDING-COAT, era adottata dai gentiluomini inglesi per cavalcare, arrivata in Francia nel 1728, si diffonde in tutta Europa come redingote
Lunga al polpaccio e di linea aderente al busto e ampia nella parte inferiore, è caratterizzata dalla totale mancanza di ricami e dalla presenza di un doppio bavero a due petti sovrapposti con altrettante file di bottoni. Indossato sopra l’abito, viene prodotto con tessuti di lana e il suo significato era l’espressione delle nuove idee illuministe. 
La versione femminile della redingote, apparsa durante il periodo della Rivoluzione Francese, si presenta come una sopravveste con corpetto attillato e lunga gonna con falde spostate sul dietro; la parte superiore manteneva i vistosi dettagli del modello maschile: allacciatura mono o doppiopetto, grandi bottoni, uno o più colletti sovrapposti; nella versione blu con colletto a revers rossi e fichiù bianco, esprime l’appartenenza alle idee della rivoluzione.

Esempio femminile di Riding-Coat o REDINGOTE

Il paletot-pardessus, in genere doppiopetto con tasche trasversali sulle anche, presentava revers e risvolti ai polsi di velluto o di seta matelassé. 

In seguito c'è stato il RAGLAN, cappotto-mantello dalla linea ampia, caratterizzato dalle maniche attaccate da cuciture disposte a raggiera dalla base del collo; prende il nome da Lord Raglan, comandante delle truppe britanniche nella guerra di Crimea (siamo nel 1854). Il termine è rimasto ad indicare la forma di manica con tagli diagonali dall’ascella allo scollo, frequentemente utilizzato nei cappotti da uomo per la praticità di movimento.

Esempio di RAGLAN

Dopo... il BRITISH WARM, denominato dagli inglesi british warm overcoat, era in origine il cappotto militare utilizzato dagli ufficiali britannici durante la Prima Guerra Mondiale. 
Veniva realizzato in spessa lana melton, lungo fin sotto il ginocchio, mono o doppiopetto, con grandi tasche e taschino, profondi revers, mostrine e bottoni in cuoio. 
Il modello civile, che ricorda il trench, viene ancora prodotto da molti marchi nelle versioni femminile e maschile, per il guardaroba invernale classico. 

Esempio di BRITISH WARM OVERCOAT

Il COVERT originariamente era un modello da equitazione e da caccia, a ricordo di questa funzione rimane una grande tasca interna cucita all’altezza della coscia sinistra. 
Stretto e corto, assomiglia ad un Chesterfield monopetto; è caratterizzato da quattro impunture parallele, dette railroading, ai polsi e sul fondo. Realizzato in twill leggero, tessuto inglese di lana chiamato covert, da cui il modello prende il nome, viene proposto solitamente in marrone chiaro melange, con colletto in velluto marrone scuro. 

Esempio di COVERT

Il CHESTERFIELD, cappotto di medio peso del XIX secolo, deve il nome all’omonima famiglia di conti del nord dell’Inghilterra. Il modello più noto è un monopetto in lana grigia a spina di pesce, diritto o leggermente modellato, senza cintura, con abbottonatura nascosta, colletto applicato in velluto nero e revers, tasche con pattina e taschino. Divenne presto un classico di riferimento per varianti maschili e femminili, nei colori beige, blu o nero. 

Esempio di CHESTERFIELD

Il BROOKS BROTHERS prende il nome dall’omonima azienda fondata a New York nel 1918, che importò il modello dall’Inghilterra. È un classico americano degli anni Trenta e Quaranta, di linea sobria ed equilibrata, piuttosto elegante, rimasto immutato da cinquant’anni. Doppiopetto con ampi revers impunturati, spalle segnate e grandi tasche applicate gli conferiscono una nota sportiva, la cintura può essere sostituita dalla martingala.

Il cappotto si è evoluto ancora nei modelli:

L’HAVELOCK, nato verso la metà del XIX secolo, deve il suo nome al generale britannico Sir Henry Havelock che lo rese popolare.

Esempio di HAVELOCK

Il MONTGOMERY è un cappotto corto di origine inglese, duffel coat, già in dotazione della Royal Navy come ottima protezione contro il vento e le intemperie. 
Fu reso popolare durante la seconda guerra mondiale, dal generale britannico B. L. Montgomery, che usava indossare il duffle-coat e a cui è stato dato il nome.

Esempio di MONTGOMERY

Il cappotto LODEN prende il nome dall’omonimo tessuto prodotto con lana di pecora dal caratteristico pelo inclinato. 
Il tessuto loden, grosso e pesante, viene sottoposto a follatura e cardatura ed è in grado di assorbire molta umidità. Fabbricato originariamente nel Tirolo austriaco, nel Medioevo era l’indumento distintivo di pastori e contadini; in seguito fu adottato dall’aristocrazia austriaca per le divise da caccia.


Il cappotto ALLA COSACCA, ispirato alle uniformi dei soldati russi, con alti colli di pelliccia, preferibilmente astrakan nero o grigio chiaro mentre il manicotto rotondo in pelliccia appeso al collo con un nastro, doveva essere presente nell'armadio. Alla fine degli anni Sessanta Yves Saint-Laurent prese ispirazione dallo stile della Russia zarista, riportata alla memoria dal film Il Dottor Zivago.

Esempio femminile di CAPPOTTO ALLA COSACCA

I cappotti femminili degli anni Trenta, si ispiravano ai modelli della haute couture parigina e alla moda delle star di Hollywood, ma venivano realizzati nei piccoli laboratori di sartoria o acquistati nei grandi magazzini a buon mercato. Realizzati in materiali poco costosi, con piccoli dettagli sartoriali, accessori e mercerie di recupero, permettevano una certa eleganza a basso costo.

Agli inizi degli anni Cinquanta, il cappotto delle signore tornò ad assumere una silhouette più femminile con maniche ampie ad attaccatura bassa; inizialmente lungo al polpaccio, successivamente venne accorciato. Christian Dior lanciò un cappotto sagomato a redingote da indossare sulla gonna a corolla. Nel 1952, abbinato alla linea sinuose, introdusse una martingala all’altezza della vita che donava al cappotto una linea tipica da giacca. Nel 1957 i cappotti diventano particolarmente voluminosi

Esempio  femminile di cappotti anni 1950

Negli anni Sessanta, ad una ritrovata geometria delle linee, diritte o a trapezio, fece riscontro il gioco del colore per mini cappottini diritti o redingote, corti sopra il ginocchio, creati, al seguito della minigonna, per la nuova donna bambina. In Francia la moda futurista di André Courrèges ne interpretò lo spirito, fondendo per primo lo stile di strada con l’alta moda. Nella collezione Couture Future, del 1969, caratterizzata da tessuti corposi, tagli rigorosi, forme staccate dal corpo, i piccoli cappottini erano abbinati a stivali alti e caschi in stile spaziale. Paco Rabanne, Guy Laroche, Pierre Cardin, assieme al giovane Yves Saint-Laurent in Francia e Roberto Cappucci in Italia, adattarono la loro creatività agli stili giovanili, utilizzando materiali inconsueti come plastiche, alluminio, plexiglas per creazioni dalle forme geometriche, colori puri ed effetti optical. 

Esempio femminile di cappotto anni 1960

Anche la moda degli anni Settanta nacque all’insegna della gioventù, in sinergia con l’arte, la ribellione e la sperimentazione. La moda non aveva più regole, all’anti-fashion e alla frammentazione degli stili, si contrapponeva la moda ufficiale della classe media, che attinse non più solo alla moda di strada, ma allargò i propri orizzonti ispirandosi dalla cultura giovanile americana, alla musica anglosassone, al cinema, alla discoteca. La tendenza all’unisex portò sulle passerelle il look uniforme per lui e lei: cappotti midi e maxi accanto a trench, giacconi e blouson. Alcuni stilisti trassero origine dal sentimento pacifista che si opponeva ai conflitti in atto per le loro creazioni d’ispirazione militare: cappotti doppiopetto di linea aderente, modellati al torace, con revers a lancia, lunghezze maxi con spacchi alti e profondi piegoni. 

Esempio femminile di cappotto anni 1970

Fino ad arrivare ai giorni nostri con una scelta così varia da non saper dove metterli tutti!

Le proposte dei brand sono tante, ma preferisco lasciarvi alla scoperta dei miei outfit con must have! Io personalmente uso solo cappotti non porto nè giubbotti nè poncho. Cappotti di qualsiasi misura! Sono pratici sia nel quotidiano che per una serata elegante e particolare!

Locandina pubblicitaria di cappotti

Colorati, disegnati, basic, di pelle o di finta pelliccia....
Il cappotto rispecchia la donna che non vuole passare inosservata per la sua distinta classe.

E tu, quale capospalla preferisci? LASCIA UN COMMENTO.

Vi ricordo che potete sempre cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Fashion Photographer: Angelus Dei

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Angelus Says

sabato 28 febbraio 2015

(I MIEI) MUST HAVE. NEL MIO ARMADIO NON PUO' MANCARE: LA CAMICIA.

Cari Lettori,
il mio post di oggi sarà dedicato al primo must have della collezione Primavera - Estate 2015, già proposto l'anno scorso ma rivisto per quest'anno, nonchè al mio must have, ciò che non deve mai mancare nel mio armadio: LA CAMICIA.

Come sapete bene, non mi limito a pubblicare foto di outfit come fanno le altre fashion blogger. Io scrivo veri articoli di moda che contengono sempre cenni storici e descrizioni di ciò che state indossando, per capire e apprezzare al meglio il vostro indumento!



La CAMICIA è un capo di abbigliamento dalle origini molto antiche.

Dall'antica Roma, chiamata, Tunica interior, realizzata in lino o cotone. 

Esempio di Camicia Rinascimentale Femminile

Al Rinascimento, dove venne data più importanza al colletto (ancor oggi fondamentale come i polsini o le asole) con arricciature e pizzi. In Spagna noti come golilla, il cui termine indicava il colletto indossato dai clerici nel 17° secolo (1600). E in seguito in Italia con il nome di gorgiera, la cui lavorazione era ancor più sofisticata. Il significato di golilla e gorgiera è gola, nell'antico idioma rispettivamente di Spagna ed Italia. Portare un colletto di questo tipo, imponeva, alla persona che indossava queste camicie, una postura ed un portamento composti, per ostentare ulteriormente il ruolo sociale a cui apparteneva, soprattutto per la scelta di tessuto pregiato che veniva utilizzato per il confezionamento.


Pieter Paul Rubens, Brigida Spinola Doria, 1606

Al 18° secolo (1700), dove la camisas era intesa come un capo intimo dell'uomo; piuttosto lunga, risultava sprovvista di apertura con bottoni, ed era più comoda e ampia in prossimità del collo, proprio per essere infilata dalla testa. Si lasciava sbucare solo il colletto da una sopravveste.

Ancor oggi, infatti è una mancanza di educazione e stile togliere la giacca restando “in maniche di camicia” in presenza di una signora. Questo perché l'indumento segue ancora le proprie origini.

Agli inizi del '900 la camicia bianca era sinonimo di ricchezza, poteva infatti essere indossata solo da chi non praticava lavori manuali e quindi non rischiava rovinare il suo candido colore. Le camicie a righe, invece, fecero la loro comparsa solo alla fine del '900, ma ci volle del tempo per essere accettate come “un classico” nell'abbigliamento cittadino da lavoro. Le camicie a quadri, invece, davano l'impressione di voler nascondere delle macchie. Quasi la stessa cosa, l’uso di camicie colorate, ma con colletto e polsi bianchi

Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi la camicia non ha subito grandi modifiche, salvo l'apparizione del taschino, di cui non si capisce bene la funzione visto le sue dimensioni e la posizione, in sostituzione del "dimenticato" panciotto. Le camicie classiche, tuttavia, ne sono sprovviste. Per chi come me ama questo capo d'abbigliamento è meglio scegliere una tipologia button down.

Il colletto passò invece dal diffuso colletto alla coreana (fino alla fine del '900) 


Esempio di Colletto alla Coreana
...al collo rovesciabile. 


Esempio di Colletto Rovesciabile

Dal 1930 quest'ultimo si conquistò la leadership assoluta lasciando al collo coreano solo l'abbinamento a smoking e frac. In quell'epoca entrambi i colli avevano una caratteristica comune, erano rimovibili; questo perché si potesse lavare il colletto risparmiando il resto della camicia (evitandone così un'inutile usura).

Il TESSUTO


Ogni diversa lavorazione anche del medesimo tessuto dona alla camicia un aspetto ed una portabilità diversi, anche perché ogni tessuto va a dare una linea e un prezzo ben precisi alla camicia stessa.

Il Cotone è il tessuto maggiormente utilizzato nella realizzazione delle camicie (talvolta mescolato con tecnofibra, chiamate anche fibre sintetiche).

Batista
Tessuto particolarmente leggero, l'armatura risulta molto fitta impiegando cotone di buona qualità, oppure in lino.

Fil à Fil
È una variante del Popeline, tessuto leggero che si adatta ad ogni stagione, presenta una trama tipica dell'intreccio del fili di cotone di colore diverso, bianco e colorato, dove i colori risultano piuttosto lucidi.


Esempio di tessuto Fil à Fil
Flanella
Tessuto morbido, caldo, cotone e lana usati insieme per la sua realizzazione; l'effetto lana è proprio della flanella.

Giro inglese
La caratteristica di questo tessuto robusto è data da un ordito diritto ed uno che si sposta da destra a sinistra creando un effetto a nido d'ape. Prodotto di pregio.

Esempio di tessuto Giro inglese
Lino
Tessuto particolarmente pregiato, fresco, indicato per le calde stagioni per la sua capacità di disperdere il calore.

Oxford
Qui è il chiaro il nome della città inglese che dà origine a questo tessuto che risulta intrecciato con fili bianchi ed altri colorati. Abbastanza grezzo, sufficientemente morbido, molto resistente. Il Royal Oxford (Oxford rasato) è più morbido del precedente, con fili più sottili.

Esempio di tessuto Oxford
Panama
Più leggero dell'Oxford è realizzato raddoppiando i fili sia nell'ordito che nella trama, prende il nome dall'omonimo Stato in America Centrale. 

Pin Point
Punta di spillo. Più pregiato dell'Oxford ma inferiore al Royal Oxford. Morbido, dal gradevole effetto visivo grazie alla caratteristica trama.

Piqué
La lavorazione di questo tessuto si contraddistingue per avere due orditi e due trame creando un rilievo oltre il fondo. Una trama particolare ed una struttura caratteristica.

Popeline
Un tessuto di cotone leggero, morbido, resistente. L'ordito è più fitto della trama in quanto l'ordito ha fili più sottili. Questa caratteristica contraddistingue il Popeline con una rigatura. Molto indicato per camicie sportive. Il nome di Popeline viene attribuito all'origine del luogo, Poperinge, una città fiamminga nelle Fiandre Occidentali, molto conosciuta nel Medioevo per la qualità delle stoffe.

Esempio di tessuto Popeline
Sea Island
È uno dei tessuti di maggiore qualità, quindi, più costoso. La sua lavorazione è caratterizzata dall'uso di un maggior numero di fili utilizzati nella trama, ed il colore risulta particolarmente intenso, lucido, dall'aspetto serico (setoso).

Seta
Tessuto molto costoso, leggero, pregiato. Indubbiamente elegante e raffinato.

Twill
Il reticolo di nervature parallele diagonali nella trama lo caratterizza conferendone un riflesso opalescente, cangiante, e risulta particolarmente indicato nel colore tinta unita.

Voile
Molto leggero. Un velo. Può utilizzare cotone, seta, lino, risulta indicato per camicie semi trasparenti, sicuramente più indicato per l'abbigliamento femminile.

Ora che avete letto quante possono essere le tipologie e i tessuti, cerchiamo di capire come deve essere indossata.

La camicia è un capo di abbigliamento classico, quindi, deve essere portata, a mio parere, abbinandola con molta eleganza. Una camicia può far la differenza sul tipo di stile che volete proporre. Pratica soprattutto per nascondere qualche difetto come la pancetta!

Usandola bianca, magari con bottoni in madre perla, abbinandola ad una gonna a ruota nera e a una collana particolare, ecco spuntare un look da bambolina molto trendy in queste collezioni.




Se preferite un look hipster prendetela a quadri, un jeans, magari boyfriend, un cappello stile borsalino, et voilà, il gioco è fatto!



Il tocco glam? Shorts High - Waist ed un nodo alla camicia!



Questa Primavera - Estate 2015, la camicia sarà un vero cult! Non deve assolutamente mancare nel vostro guardaroba soprattutto a quadri, a righe e in jeans!

Ecco alcuni brand dove potete ispirarvi per i vostri acquisti:

1) BENETTON e la camicia in jeans


Camicia in denim, 39.95Primavera - Estate 2015, BENETTON

2) PIMKIE e la camicia a righe bianco/nero

Camicia a righe, 19.99Primavera - Estate 2015, PIMKIE

3) TERRANOVA e la camicia a quadri in rosa confetto

Camicia a quadri, 12.99Primavera - Estate 2015, TERRANOVA


Io le ho di tutte le tipologie e in quasi tutti i tessuti, ma per la stagione calda vi invito ad usare quelle in cotone e in lino, evitate i tessuti sintetici se non volete che si incolli addosso!

Non c'è nulla di più seducente per una donna che una longuette nera con spacco laterale, un paio di autoreggenti e una camicia con i primi due bottoni aperti!


Office Style, Camicia e Longuette

E tu, cosa ne pensi? LASCIA UN COMMENTO.

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Fashion Photographer: Angelus Dei

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Angelus Says

mercoledì 12 novembre 2014

(LE MIE) LEZIONI DI STILE. LEZIONE #1: COME AVERE UN ARMADIO ORDINATO CON POCHE E SEMPLICI REGOLE.

Gentili Lettori,
ecco l'enorme differenza tra me e una fashion blogger
IO non mi limito a far vedere i miei outfit (cosa che potete trovare SOLO sul mio profilo INSTAGRAM, PINTEREST e TUMBLR), oppure a scrivere sui prodotti che mi inviano per farne buona pubblicità. IO scrivo di moda e di conseguenza i miei articoli, non banali post, servono a voi, uomini e donne, per rendervi più sicuri nella vostra scelta di uno stile, seguendo, a chi interessa o meno, i must have del momento. IO vi consiglio sempre su un mio gusto personale, tendo a ribadirlo, su cosa scegliere e come sceglierlo per migliorare, anzi valorizzare la vostra persona, senza mai tralasciare il vostro pensiero e il vostro stile. 
Praticamente propongo il mio blog come un vero e proprio negozio dove "acquistare" solo quello che vi può realmente interessare ed aiutare!

Spero vivamente che nessuno mi segnali più come "spam" al fine di bannarmi un'altra volta, solo perchè il mio blog è più seguito di altri! A proposito, come vedi, chiunque tu sia, l'ho riaperto e nonostante mi abbia fatto perdere tutti i miei precedenti lettori, non mi hai sconfitto! Il verde come fard non dona a nessuno!

Torniamo a noi, oggi inizierò i miei articoli su "LEZIONI DI STILE", piccoli consigli personali su come scegliere ed abbinare i capi e qualche suggerimento su dove acquistarli. Praticamente vi farò fare shopping mentale! Divertente no? Vi chiarirò le idee e vi aiuterò passo passo. 
Spero abbiate letto il mio articolo GUIDA AI SALDI 2014 per poter affrontare al meglio quello che scriverò oggi.

La prima lezione sarà totalmente dedicata ad un enorme problema che mi affligge ormai da anni: COME AVERE IL MIO ARMADIO IN ORDINE?! Una postazione ordinata, sicuramente migliorerà la vostra scelta per il vostro outfit e mood giornaliero!

COSA METTO OGGI?

Beh, grande enigma! Cosa butto? Cosa tengo? Nemmeno Shakespeare avrebbe avuto il coraggio di porsi questo dilemma! Eppure in tanti, e credetemi tanti anni di shopping, riuscirò a darvi qualche utile consiglio! Soprattutto vi renderete conto di quanti vestiti abbiamo comprato e che abbiamo letteralmente dimenticato perchè riposti in modo errato nel nostro guardaroba!

Prima domanda: C'È QUALCOSA CHE NON USO PIÙ O NON MI ENTRA?

Se la risposta ad entrambe le domande è sì, vi do un consiglio diretto e non contestabile: PRENDETE E REGALATE TUTTO! Attenzione, non ho detto buttare ho detto regalare! 
Non c'è nulla di meglio che dare agli altri, vi farà sentir sicuramente meglio! Mettete tutto in uno scatolone e chiedete a qualche amica se vuole prendersi qualcosa, o anche ai vostri parenti, non siate egoisti, perchè alla fine sono cose che occupano spazio senza motivo
Pensate a quello che potrete fare più tardi, shopping o anche solo organizzare meglio il vostro guardaroba. Oppure portate tutto in parrocchia o nei cassonetti per la raccolta degli abiti da dare ai poveri. Credetemi ve ne saranno grati! Per i più intraprendenti, esistono siti online che vi permettono di vendere o anche solo scambiare qualsiasi cosa di cui volete disfarne. FATELO! Con il ricavato avrete anche un budget per i nuovi acquisti.

Se la risposta ad entrambe le domande è no, vi dico subito, non mentite! Lo so benissimo che c'è qualcosa che non usate, non vi piace o non vi entra più. Inutile che negate, non mi imbrogliate! Fatevi coraggio e fate cosa ho detto, a meno che non abbiate una cantina o una mansarda, insomma un posto dove potete portare degli scatoloni con le vostre cose dentro!

Seconda domanda: QUANTO È GRANDE IL MIO ARMADIO?


ARMADIO DA STAR, SARAH JESSICA PARKER

Lettori, tutti noi vorremmo un guardaroba come quello delle star e magari qualcuno anche ce l'ha, ma siamo sinceri, io al momento ne sono sprovvista e devo trovare sempre spazio nuovo peggio del tetris! Parlo io, è vero, che ho sei ante di armadio di cui due a cabina, però per me è sempre poco spazio, alla fine sono io qui che scrivo di moda! (Battuta ironica!) Parto dal presupposto che tutti noi abbiamo almeno una sola anta, così per chi ne avesse di più, i miei consigli sarebbero più facili da seguire.

Terza domanda: COSA MI SERVE?

Obbligatoriamente ci sarà qualcosa di indispensabile da dover sempre tenere nel nostro armadio! Se fa freddo un giubbotto o un cappotto, se fa caldo dei pantaloncini! Insomma qualcosa che noi, in quella determinata stagione, useremo per la maggior parte della settimana! Quindi prendete un foglio di carta, una penna, e scrivete rispondendo a questa domanda cosa è necessario che ci sia nel mio armadio per questa stagione? Dedicatevi almeno quindici minuti a rispondere. Fatto? Bene. Vi sorprenderà la risposta!

Per me l'essenziale in questa stagione autunno - inverno è:
- un cappotto o una giacca
- un cardigan
- due paia di pantaloni
- un paio di jeans
- quattro maglie a maniche lunghe
- un vestito a maniche lunghe
- un cappello
- una sciarpa
- un paio di guanti

Ecco qui il vero essenziale! Certo, tenendo presente che l'intimo stia in un cassetto del comodino e che abbiate una scarpiera! Ripeto questo è ciò che in realtà abbiamo bisogno. Peccato che la realtà è ben diversa perchè solo di cappotti io non ne ho uno... ma per far spazio funziona così!

Quarta domanda: COME SISTEMARE?

Come detto nel post precedente, in verità, a noi serve ben poco per sopravvivere! Ma nel mio caso io ho fin troppo. Intanto, per chi non può tenere tutte le stagioni nel proprio armadio, vi conviene acquistare dei contenitori di plastica per inserire l'abbigliamento di riserva, oppure quelle buste dove basta aspirare l'aria per poter tenere tutto sigillato ed occupare il minimo spazio! Ricordate che sotto al letto, occhio non vede cuore non duole! Tutti i modi e gli accessori per poter far spazio sono sempre ben accetti!


BUSTE SALVASPAZIO CON ASPIRATORE

Dobbiamo seguire dei punti fondamentali per poter "sopravvivere" al caos:

1. Posizionare le maglie, i pantaloni, i cardigan... tutti su un ripiano apposito. Quindi sapremo, ad esempio, che nel primo ripiano ci saranno le maglie, nel secondo i pantaloni e così via.


ARMADIO SISTEMATO PER CATEGORIE

2. Posizionare l'abbigliamento per lunghezza. Cosa intendo? Mettere sul fondo maniche lunghe o pantaloni lunghi, insomma tutto quello che è "più lungo" e sopra le maniche 3/4 e così via.

3. Suddividere e ordinare per colore. Dobbiamo avere la pazienza di mettere l'abbigliamento in ordine, in base al colore (per i più precisi anche per tonalità), così sarà più facile la nostra ricerca.


PUNTO 3: DIVIDERE PER COLORE

4. Scegliere in base alla nostra necessità. Come scritto sulla terza domanda, cosa mi serve? Dobbiamo mettere prima di tutto l'abbigliamento che sappiamo useremo di più! In questo modo sarà facile da prendere al mattino!

Deve essere tutto visibile.

Tutto qua. Questa è la base per avere un armadio ordinato e pratico!

ATTENZIONE! Piccoli consigli:
1. LAVATE SEMPRE, ANCHE SE È NUOVO, QUELLO CHE AVETE COMPRATO.
2. NON BUTTATE I VESTITI NELL'ARMADIO UNA VOLTA USATI, MA ABBIATE LA PAZIENZA DI RIPORLI IN ORDINE!
3. STIRATE! COSÌ DA POTER DIMINUIRE IL VOLUME DEGLI ABITI E AVERE PIÙ SPAZIO!

Questo sarà il vostro risultato: un armadio ordinato e una risposta più veloce alla domanda: "cosa mi metto oggi?!".


Spero di avervi aiutato con questa prima LEZIONE DI STILE.

E tu? Hai problemi con il tuo armadio? LASCIA UN COMMENTO.

Vi ricordo che potete sempre cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Fashion Photographer: Angelus Says
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Alla prossima!

XoXo
Angelus Says